Studio Rigato
20/08/2026

IRAP studi associati e rimborso dal 2022

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Data

20/08/2026

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News

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IRAP e studi associati: la svolta della Corte Costituzionale e il recupero dei versamenti dal 2022

Dal periodo d’imposta 2022, per effetto della Legge di Bilancio (L. 234/2021), l’IRAP non è più dovuta dai professionisti persone fisiche. Tuttavia, per chi esercita la propria attività all’interno di uno studio associato, l’Amministrazione finanziaria ha continuato a pretendere il versamento automatico del tributo, equiparando rigidamente le associazioni professionali alle società semplici. Ne è scaturita una disparità di trattamento difficilmente giustificabile, che ha visto lo stesso professionista assoggettato o meno a imposta unicamente in funzione della scelta di operare da solo o in forma aggregata.

Con la fondamentale sentenza n. 153 del 24 luglio 2026, la Corte Costituzionale ha superato questo automatismo impositivo, ridisegnando il perimetro dell'imposta per gli studi professionali. La pronuncia trae origine da un caso relativo a un'associazione professionale notarile, ma i principi enunciati dalla Consulta hanno portata generale e valgono per qualunque forma di esercizio associato della professione: se l'associazione serve soltanto a condividere spese, locali e dipendenti, e ciascun professionista lavora personalmente con clienti propri, l'IRAP non è dovuta. La pronuncia ribalta l'onere della prova a carico dell'Agenzia delle Entrate e apre alla possibilità concreta di richiedere il rimborso dei versamenti effettuati dal 2022 entro il termine di decadenza di 48 mesi.

La pronuncia della Consulta supera il formalismo dell'associazione

I giudici costituzionali hanno chiarito che l'equiparazione dello studio associato alle società di persone non può prescindere dal dato sostanziale: l'attività deve essere effettivamente esercitata "in forma associata". La semplice esistenza formale di un'associazione professionale non basta a far sorgere l'obbligo tributario se il reddito rimane direttamente riferibile al lavoro della persona fisica, già esclusa dall'imposta per legge. L'elemento dirimente individuato dalla Corte risiede nella cosiddetta spersonalizzazione dell'attività:

  • Associazione con funzione di ripartizione costi ed economica: quando la struttura comune serve unicamente a dividere canoni di locazione, acquistare arredi e software gestionali, impiegare personale di segreteria e ripartire i compensi secondo accordi interni, l'imposta non è dovuta. In questa ipotesi conta che l'organizzazione non arrivi a sostituirsi al lavoro intellettuale del singolo professionista;

  • Attività integrata e collettiva: se gli incarichi vengono assunti direttamente dall'associazione, i professionisti operano in modo fungibile e il risultato economico è ascrivibile alla struttura nel suo complesso, si configura la spersonalizzazione che giustifica l'applicazione dell'IRAP;

  • Gestione mista: nei casi in cui coesistano incarichi individuali e prestazioni svolte in team, la quota di reddito derivante dal lavoro personale resta esclusa da imposizione, a condizione che sia garantita una corretta e tracciabile separazione contabile e documentale dei compensi.

Accanto al dato sostanziale, la novità di maggiore impatto riguarda l'onere della prova. Trattandosi di prestazioni di regola svolte a titolo personale (e in molti casi riservate per legge alla persona fisica), non è più il contribuente a dover provare la propria autonomia: spetta all'Agenzia delle Entrate dimostrare con elementi concreti che la professione è stata realmente esercitata in comune.

Come richiedere il rimborso dell'IRAP versata dal 2022

Per gli studi professionali che hanno continuato ad assolvere l'imposta pur operando su base individuale, la sentenza della Consulta costituisce il titolo per attivare la richiesta di rimborso ai sensi dell'art. 38 del D.P.R. 602/1973. L'istanza deve essere presentata entro 48 mesi dalla data di ciascun versamento. Sulla decorrenza di questo termine è intervenuta la Corte di Cassazione con la sentenza n. 24175 del 28 luglio 2026, precisando che, in caso di acconti quantificati con il metodo storico, il termine quadriennale non decorre dal versamento dell'acconto, bensì dalla data di pagamento del saldo (o dal giorno in cui il saldo avrebbe dovuto essere eseguito).

Dal punto di vista operativo, il calendario delle scadenze impone una verifica tempestiva:

  • Saldo periodo d'imposta 2022 (versato a giugno 2023): recuperabile fino a giugno 2027;

  • Acconti versati nel corso del 2022: risultano a ridosso della decadenza quadriennale, rendendo opportuno predisporre l'istanza senza ritardi per non perdere il diritto alla restituzione;

  • Annualità 2023 e 2024: ampiamente nei termini per la quantificazione e il deposito delle relative istanze di rimborso.

L'impatto sui contenziosi tributari pendenti

Per i professionisti che hanno già impugnato avvisi di accertamento o cartelle di pagamento per contestazioni IRAP, la sentenza n. 153/2026 rappresenta un presidio difensivo di primaria importanza.

La decisione non elimina il contenzioso in modo automatico, ma ne sposta il baricentro sull'esame della realtà organizzativa dello studio. In sede di giudizio davanti alle Corti di Giustizia Tributaria diventa determinante produrre una documentazione completa: mandati professionali conferiti nominativamente ai singoli professionisti, fatture dettagliate, schede di tracciamento delle pratiche e contratti di ripartizione delle spese comuni, utili a escludere qualsiasi spersonalizzazione della prestazione.

Domande frequenti su IRAP e studi associati

1. La sentenza della Corte Costituzionale abroga la legge sull'IRAP per gli studi associati?

No. Si tratta di una sentenza interpretativa: la norma resta in vigore, ma deve essere applicata escludendo qualsiasi presunzione automatica. L'imposta è dovuta solo se l'Amministrazione finanziaria prova che l'attività è effettivamente svolta in comune in modo integrato e spersonalizzato.

2. Se lo studio associato dispone di dipendenti di segreteria e locali ampi, deve pagare l'IRAP?

No, le sole dimensioni della struttura o la presenza di personale ausiliario non fanno scattare l'imposta se tali risorse servono esclusivamente a supportare l'attività personale e autonoma dei singoli professionisti.

3. Entro quali termini posso richiedere il rimborso dell'IRAP versata dal 2022?

Il rimborso va richiesto entro 48 mesi dal versamento. Per gli acconti calcolati con metodo storico, la Cassazione ha stabilito che il termine decorre dal pagamento del saldo: il saldo 2022 versato a giugno 2023 è recuperabile fino a giugno 2027, mentre gli acconti 2022 richiedono un'attivazione immediata.

4. Cosa succede se all'interno dello stesso studio alcune attività sono individuali e altre in team?

In presenza di un modello misto, la parte di reddito prodotta dal lavoro personale del singolo professionista non sconta l'IRAP, purché la contabilità e la documentazione dello studio consentano di separare in modo tracciabile e trasparente i compensi individuali da quelli collettivi.

Gestione IRAP e rimborso: il supporto di Studio Rigato

La disapplicazione dell'IRAP per gli studi associati non opera d'ufficio, ma richiede una puntuale ricostruzione dei fatti e dell'assetto organizzativo interno. Presentare istanze di rimborso o resistere alle pretese del Fisco presuppone un'analisi preliminare della documentazione contabile e dei mandati professionali per escludere il vincolo associativo sostanziale.

Studio Rigato affianca associazioni professionali e studi associati a {{provincia}} nella verifica della spettanza dell'esenzione, nel calcolo delle somme versate e nella predisposizione delle istanze di rimborso all'Agenzia delle Entrate, offrendo assistenza qualificata anche nella difesa nell'ambito del contenzioso tributario. Contattaci per un primo confronto: analizzeremo la struttura del tuo studio per pianificare la corretta gestione fiscale e recuperare le imposte non dovute.

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