18/06/2026
Guida 2026 Società Benefit: cosa sono, normativa e vantaggi
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Data
18/06/2026
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7 minuti
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Guida 2026 Società Benefit: cosa sono, normativa e vantaggi
Negli ultimi anni, anche a {{provincia}} il tema della sostenibilità è diventato un elemento chiave nella gestione aziendale, passando da scelta etica e di comunicazione a fattore capace di incidere direttamente sulle relazioni con clienti, partner e istituzioni. In questo nuovo contesto competitivo, i clienti e gli investitori non si accontentano più di generiche rassicurazioni, ma chiedono sempre più garanzie di impatto reale e concreto.
In risposta a questa esigenza, sono sempre di più le aziende che scelgono di adottare la qualifica di Società Benefit, introdotta in Italia dalla l. 208/2015. Ma come funziona esattamente questo modello? Quali sono gli obblighi normativi per il 2026 e quali sono i vantaggi reali per le imprese? In questa guida completa analizzeremo la definizione giuridica, i requisiti d'accesso e il ruolo centrale dello studio di consulenza fiscale nell'accompagnare la tua realtà verso una transizione sostenibile, trasparente e profittevole.
Cos'è una Società Benefit: definizione
Dal punto di vista giuridico, la definizione di Società Benefit (SB) è una qualifica che può essere adottata da qualsiasi società di persone o di capitali per perseguire una o più finalità di beneficio comune verso persone, comunità, territorio e ambiente. Non stiamo parlando, dunque, di una nuova forma societaria che si aggiunge alle tradizionali S.r.l. o S.p.a., ma di un'evoluzione applicabile alle forme giuridiche esistenti.
La chiave di lettura indispensabile per comprendere questo strumento è quella del "profit-for-purpose": un'architettura societaria in cui la massimizzazione del profitto economico coesiste formalmente e pariteticamente con il perseguimento di scopi di utilità sociale e ambientale.
Perché nasce la Società Benefit: contesto e finalità
Il modello Benefit nasce per superare una separazione storica del diritto societario: quella tra il mondo del profit, orientato esclusivamente alla divisione degli utili tra i soci, e quello del non-profit, strutturato per fini solidali ma privo di scopi di lucro. L'ordinamento italiano è stato il primo in Europa a disciplinare questo modello attraverso la Legge di Stabilità 2016 (l. 208/2015, art. 1, commi 376-384), attraverso cui il legislatore ha voluto creare uno spazio intermedio per consentire agli imprenditori di generare valore economico senza rinunciare a un impatto positivo concreto sulla società.
Al centro di questa impostazione si trova il concetto di "beneficio comune". Con questa espressione si intende il perseguimento intenzionale di effetti positivi (o la riduzione degli effetti negativi) nei confronti di dipendenti, fornitori, comunità locali, territorio e ambiente. Oggi, questo approccio è diventato una leva di competitività cruciale per le PMI a {{provincia}}. Gli investitori istituzionali e il sistema bancario premiano le aziende che integrano criteri ESG nella governance, mentre il mercato del lavoro evidenzia come il modello Benefit sia un forte fattore di attrazione e ritenzione dei migliori talenti, sempre più attenti all'etica e allo scopo della realtà in cui lavorano.
I tre obblighi fondamentali di una Società Benefit
Come anticipato nell’introduzione, l'adozione della qualifica di Società Benefit comporta impegni precisi, che escono dal campo della pura responsabilità sociale d'impresa (CSR) volontaria per entrare in quello degli obblighi di legge gestiti e monitorati. Di seguito analizziamo i tre obblighi fondamentali che interessano questo modello.
1. Duplice scopo statutario
L'impresa deve obbligatoriamente indicare all'interno del proprio atto costitutivo e dello statuto le specifiche finalità di beneficio comune che intende perseguire. Ciò significa che l'iter di modifica richiede un passaggio formale davanti al notaio per riscrivere l'oggetto sociale, bilanciando l'attività d'impresa con l'impatto programmato.
2. Responsabile dell'impatto
È obbligatorio nominare una specifica figura di governance, generalmente denominata Impact Manager, incaricata di supervisionare e monitorare il reale perseguimento del beneficio comune. Questo ruolo può essere ricoperto anche da un amministratore già in carica o da un professionista esterno, purché possieda competenze adeguate nella gestione di progetti di sostenibilità e sistemi di controllo interno.
3. Relazione di impatto
Ogni anno, l'azienda deve redigere una specifica relazione di impatto, da allegare al bilancio d'esercizio e da pubblicare sul proprio sito internet. Il documento deve descrivere gli obiettivi concordati, le azioni intraprese e i risultati misurati attraverso uno standard di valutazione esterno riconosciuto. Tra gli standard ammessi e più diffusi figurano il B Impact Assessment, il SABI, il NeXt Index, la Matrice del Bene Comune ed Ecovadis.
Chi può (e chi non può) diventare Società Benefit
Il perimetro di applicazione definito dalla l. 208/2015 presenta alcune regole di compatibilità fondamentali da verificare prima dell'avvio delle procedure. Possono infatti accedere alla qualifica tutte le società previste dai titoli V e VI del libro V del Codice civile. Questo include le società di persone (S.n.c., S.a.s.), le società di capitali (S.r.l., S.p.a., S.a.p.a.) e le società cooperative. Un caso ammesso e di grande interesse è rappresentato dalle start-up innovative a vocazione sociale, per le quali il modello Benefit costituisce un'estensione naturale della propria identità di business.
Di contro, non possono accedere alla qualifica le imprese sociali e le società sportive dilettantistiche (SSD). Il motivo di questa esclusione risiede nella natura stessa della Società Benefit: per essere definita tale, l'azienda deve conservare lo scopo di lucro originario. Poiché le imprese sociali e le SSD sono caratterizzate per legge dall'assenza totale dello scopo di lucro, la loro forma giuridica risulta strutturalmente incompatibile con lo status di SB.
Vantaggi e criticità delle Società Benefit
Come ogni scelta di gestione aziendale, la trasformazione in Società Benefit comporta opportunità evidenti ma richiede un'analisi trasparente delle criticità per evitare passi falsi. Li approfondiamo di seguito.
I vantaggi
L'adozione della qualifica garantisce un'immediata crescita reputazionale e un rafforzamento del legame di fiducia con clienti, fornitori e dipendenti. Sul piano finanziario, facilita l'accesso a linee di credito dedicate, a fondi specializzati in finanza sostenibile e a bandi che premiano i criteri ESG.
Un altro beneficio fondamentale, e tuttavia poco conosciuto, riguarda la tutela legale degli amministratori: l'inserimento del beneficio comune nello statuto protegge l'organo amministrativo da eventuali azioni di responsabilità da parte dei soci, poiché la legge legittima e impone il bilanciamento tra profitto e impatto sociale nelle scelte di gestione.
Le criticità
È doveroso chiarire, in un'ottica di trasparenza, che in Italia non esistono attualmente agevolazioni fiscali dirette e strutturali per le Società Benefit. Il vantaggio effettivo dello strumento resta pertanto esclusivamente di tipo competitivo, organizzativo e reputazionale. Chi sceglie questo modello deve farlo per una reale visione strategica di crescita e non per ottenere un risparmio fiscale immediato.
Come si diventa Società Benefit: il ruolo dello studio di consulenza fiscale
La transizione verso il modello Benefit richiede un approccio coordinato che unisce profili giuridici, fiscali e organizzativi. In questo contesto, il consulente fiscale opera come figura di cerniera per accompagnare l'impresa attraverso tre macro-fasi operative.
1. Fase di costituzione o trasformazione
Il professionista supporta i soci nella corretta formulazione e definizione delle finalità di beneficio comune da inserire nell'oggetto sociale, coordina la modifica statutaria con il notaio e guida la scelta dello standard di valutazione esterno più adatto alla struttura aziendale, stimando tempi e passaggi burocratici.
2. Gestione ordinaria annuale
A differenza di una società tradizionale, la gestione annuale richiede l'integrazione del bilancio d'esercizio con la Relazione di impatto. Il consulente fiscale affianca il responsabile interno nella raccolta dei dati, nella misurazione delle performance secondo le linee guida prescelte e nella corretta vigilanza sugli adempimenti di pubblicità legale previsti dalla norma.
3. Consulenza strategica di direzione
L'inquadramento come SB apre nuove opportunità sul mercato del credito e dei capitali. Il consulente fiscale assiste l'azienda nel valorizzare la propria qualifica nei rapporti con gli istituti bancari, facilitando l'accesso alla finanza sostenibile, supportando il dialogo con gli stakeholder e monitorando la partecipazione a bandi di gara pubblici e privati riservati o premianti per le imprese benefit.
Domande frequenti sulle Società Benefit
1. Le Società Benefit hanno agevolazioni fiscali nel 2026?
No. Attualmente non sono previsti sgravi fiscali diretti o strutturali per le SB nell'ordinamento italiano. Il vecchio credito d'imposta per i costi notarili e di consulenza legati alla trasformazione era una misura temporanea non più attiva.
2. Qual è la differenza tra Relazione di impatto e Report di sostenibilità?
La Relazione di impatto è un documento obbligatorio per legge per tutte le Società Benefit, focalizzato specificamente sul monitoraggio delle finalità inserite nello statuto. Il Report, o Bilancio di sostenibilità è invece uno strumento di rendicontazione delle performance ESG complessive, obbligatorio solo per le grandi imprese che rientrano nei parametri della direttiva europea CSRD.
3. Le banche possono assumere la qualifica di Società Benefit?
Sì. Il modello di "banca benefit" consente agli istituti di credito di integrare stabilmente i fattori di sostenibilità all'interno della propria governance aziendale, nella valutazione del merito creditizio dei clienti e nello sviluppo di prodotti finanziari ed etici dedicati.
4. Una Società Benefit può tornare a essere una società ordinaria?
Sì. Così come è possibile inserire la qualifica attraverso una modifica statutaria, l'assemblea dei soci può deliberare in qualsiasi momento l'eliminazione delle finalità di beneficio comune dallo statuto, tornando al modello lucrativo tradizionale attraverso un nuovo atto notarile.
Stai valutando di trasformare la tua azienda in Società Benefit?
In un quadro normativo e di mercato in rapida evoluzione, trasformare la tua azienda in Società Benefit può rappresentare una leva competitiva di lungo periodo capace di proteggere gli amministratori, attrarre talenti e qualificare l'impresa agli occhi di banche e clienti sensibili ai fattori ESG.
Il team di Studio Rigato è specializzato nella consulenza societaria e contabile, con un focus dedicato all'implementazione del modello delle Società Benefit a {{provincia}}. Se stai valutando di trasformare la tua azienda in Società Benefit, contattaci. I nostri professionisti analizzeranno il tuo progetto aziendale per pianificare con te una crescita solida.